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Concorso delle Pizze di Pasqua orvietane, tutti i dettagli

«Avete cominciato a preparare gli ingredienti? I forni sono tutti funzionanti?» Alessandro Li Donni, presidente dell’associazione “Club Amici della Stampa” torna a lanciare l’appello a partecipare alla XVI edizione il Concorso delle Pizze di Pasqua orvietane.

«La XVI edizione del Concorso delle Pizze di Pasqua orvietane, in questa edizione – continua il presidente – è dedicata esclusivamente ai prodotti “amatoriali” e a chi, nelle proprie cucine orvietane ogni anno, ormai per tradizione, ha piacere a creare la propria pizza di Pasqua». L’evento vede la collazione di Slow Food Orvieto e dell’associazione Cenacolo gastrosofico italiano “Pier Luigi Leoni”. A giudicare le pizze saranno alcuni dei professionisti della pasticceria orvietana, che insieme al resto dei “giurati”, tra cui anche alcuni soci del Club, anche quest’anno si impegneranno per eleggere la pizza più buona di tutte tra le salate e le dolci che vorranno partecipare.

La cerimonia di premiazione della Pizza salata e di quella dolce “più buona” si terrà sabato 1° aprile a Orvieto, “Sala di Tonino” (via Cipriano Manente, accanto alla Chiesa di Sant’Andrea) alle 19. Le Pizze potranno essere consegnate (si veda il regolamento allegato) giovedì 30 marzo dalle 10 alle 19 al Bar Montanucci. La giuria si riunirà per l’assaggio e le votazioni in seduta pubblica (si veda regolamento allegato) venerdì 31 marzo dalle 15 alle 19 al Bar Montanucci. Al termine della premiazione le pizze, tutte, saranno offerte in degustazione.
Inoltre, sempre sabato 1° aprile, dalle 16 alle 17, al Bar Montanucci, gli chef Maurizio Di Mario della Pasticceria “Adriano” e Francesco Notazio della Pasticceria “Montanucci” terranno una lezione gratuita dal titolo “”Lieviti e Pasta Madre: difficoltà e benefici”. All’evento, con diritto di prelazione per i soci della associazione “Club Amici della Stampa”, potranno partecipare massimo 30 persone, con prenotazione obbligatoria.

16o Concorso delle Pizze di Pasqua orvietane
Associazione Club Amici della Stampa

Regolamento

COME PARTECIPARE :

Il Concorso, in questa edizione 2023, è riservato esclusivamente alle pizze amatoriali ed è diviso in due sezioni: “Pizze Dolci” e “Pizze Salate”.

E’ possibile partecipare sia per la categoria “Pizze Dolci” sia per la categoria “Pizze Salate”.

E’ possibile partecipare con una sola pizza per ciascuna categoria.

La pizza, o le pizze se si partecipa a entrambe le sezioni, deve essere intera e imbustata in materiale per alimenti trasparente, deve essere corredata dalla lista ingredienti usati (non occorre la grammatura, ma è indispensabile, pena l’esclusione, la lista), e non deve recare alcuna dicitura che possa far individuare la provenienza.
Ogni pizza al momento della consegna sarà contrassegnata da un numero identificativo, in una apposita lista sarà preso nota della corrispondenza della provenienza. Il/La partecipante non sarà messo a conoscenza del numero a lui/lei assegnato.

CONSEGNA delle PIZZE:

Recapitare le pizze presso il Bar Montanucci, a Orvieto, nella giornata di giovedì 30 marzo, dalle 10 alle 19.

GIURIA:

La Giuria, la cui composizione sarà annunciata nei prossimi giorni, si riunirà in seduta pubblica, venerdì’ 31 marzo presso il Bar Montanucci, a Orvieto. Sarà possibile osservare i lavori di giuria ma non sarà permesso intervenire in alcun modo, né assaggiare le pizze.

EVENTO COLLATERALE:

Sabato 1° aprile alle 16, e fino alle 17, al Bar Montanucci, in Corso Cavour XX, a Orvieto, gli chef Maurizio Di Mario della Pasticceria “Adriano” e Francesco Notazio della Pasticceria “Montanucci” terranno una lezione sui lieviti e pasta madre. La partecipazione è gratuita ma sottoposta a prenotazione (massimo 30 persone) con prelazione da parte dei soci dell’associazione Club Amici della Stampa.

PREMIAZIONE E DEGUSTAZIONE:

Le pizze vincitrici saranno premiate sabato 1° aprile alle 19, alla “Sala di Tonino” in via Cipriano Manente, (accanto alla Chiesa di Sant’Andrea), dopo la premiazione le pizze in concorso saranno offerte in degustazione.

Nel corso della premiazione e della degustazione sarà possibile iscriversi alla associazione e partecipare a una lotteria.

Info e prenotazioni: clubamicistampa@gmail.com o
3474182090



Torna l’amatissimo Concorso delle Pizze di Pasqua orvietane

Dopo la sosta dovuta alle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid, torna con la XVI edizione il Concorso delle Pizze di Pasqua orvietane.

A riprendere in mano una delle tradizioni gastronomiche più amate dagli orvietani è l’associazione “Club Amici della Stampa” con l’obiettivo di portare avanti questa piccola ma grande sfida tutta orvietana. «La manifestazione – spiega Alessandro Li Donni, presidente del Club Amici della Stampa – si pone obiettivo la rinascita del concorso, negli anni portato avanti con grande impegno dalla Fisar Orvieto, ma anche la valorizzazione delle eccellenze della tradizione pasquale orvietana.

La XVI edizione del Concorso delle Pizze di Pasqua orvietane ricalca in larga parte la tradizione che ne ha visto la nascita e la prosecuzione negli anni. «In questa edizione abbiamo deciso di valorizzare le produzioni amatoriali – spiega Li Donni – per cui chiamiamo a partecipare tutti coloro che nelle proprie cucine orvietane ogni anno, ormai per tradizione, hanno piacere a creare la loro pizza di Pasqua».

A giudicare le pizze saranno alcuni dei professionisti della pasticceria orvietana, che insieme al resto dei “giurati”, tra cui anche alcuni soci del Club, anche quest’anno si impegneranno per eleggere la pizza più buona di tutte tra le salate e le dolci che vorranno partecipare. «Scaldare i forni e preparare gli ingredienti – conclude il presidente del Club – presto comunicheremo tutti i dettagli del concorso».

Il “Club Amici della Stampa” ringrazia la città e soprattutto i giovani per la giornata del 26 febbraio e l’abbraccio a Sami Modiano

di Alessandro Li Donni, presidente dell’associazione Club Amici della Stampa.

La giornata emozionante del 26 febbraio che ha visto protagonista assoluto Sami Modiano ha avuto anche un altro protagonista, il pubblico giovane. Lo ammettiamo, qualche timore c’era. Un incontro di domenica mattina, con uno degli ultimi sopravvissuti di Auschwitz e una sala da riempire. Modiano, è noto, ama i giovani e a loro indirizza il suo straziante racconto perché “non si ripeta mai più”. Lo ha ripetuto spesso alla fine della sua testimonianza.

Partiamo proprio dalla fine, dall’abbraccio commovente del “nonno” ai suoi numerosi nipoti. Sono corsi tutti in avanti appena chiamati, perché quando il nonno chiama si corre senza se e senza ma. Poi quei ripetuti abbracci, le lacrime di Modiano, senza mai nasconderle. D’altronde le emozioni non si devono nascondere, mai!

Ogni timore sull’impegno dei giovani di domenica mattina è svanito immediatamente quando all’ingresso di Modiano in sala tutti hanno applaudito, quando ha iniziato il suo struggente racconto sulla prima giovinezza felice nella sua Rodi e gli occhi degli studenti sono rimasti fissi sul protagonista della giornata. E poi il racconto è andato avanti con l’espulsione dalla scuola, la mano sul capo del maestro…le parole del padre. La vergogna delle leggi razziali ha colpito la famiglia Modiano. L’isola delle rose ha perso i suoi petali e ha tirato fuori le spine. Spine non sue ma dei tedeschi e dei loro alleati fascisti. Il racconto del viaggio, lunghissimo in nave e poi l’arrivo al campo di Birkenau.

E i giovani erano rapiti, attenti, commossi. Non c’era un telefonino se non per fotografare o registrare qualche brano. Un silenzio che ha parlato più di tante parole. E allora bravi alle ragazze e ai ragazzi del IISACP, Liceo Classico e delle Scienze Umane, Artistico e Professionale, all’IIS Majorana-Maitani, delle scuole medie di Orvieto e dell’Istituto Comprensivo Muzio Cappelletti di Allerona. Hanno offerto un’immagine di Orvieto fresca, attenta, emozionante e non quella stereotipata di giovani disattenti, a tratti menefreghisti e superficiali.

Dobbiamo ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che ha compreso l’importanza dell’evento e la sua unicità. I dipendenti che in un giorno festivo hanno offerto la loro professionalità e disponibilità per trovare la soluzione giusta per accontentare il gran numero di persone venute per ascoltare Sami Modiano. La cittadinanza, la ringraziamo, per aver dato dimostrazione di sensibilità e aver riempito la sala ben prima dell’orario d’inizio della manifestazione. Sicuramente avremmo potuto scegliere una sala più capiente ma la disponibilità della Fondazione per noi è divenuto un impegno.

Il “Club Amici della Stampa”, costituitosi per volontà dei professionisti dell’informazione che operano direttamente in città, ringrazia le istituzioni, i cittadini e soprattutto i giovani che hanno partecipato all’evento “Ho visto l’orrore. Il futuro della memoria” che ha visto protagonista assoluto Sami Modiano insieme a Ruben Della Rocca, vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma, e Roberto Conticelli, giornalista che non ha bisogno di grandi presentazioni dal 26 febbraio socio onorario.

Sami Modiano a Orvieto, un incontro toccante in un auditorium “Messina” stracolmo

Commozione e lacrime al termine dell’incontro con Sami Modiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz, a cui sarà concessa la cittadinanza onoraria di Orvieto. E’ il primo evento organizzato dal neo nato club Amici della Stampa.

“Frequentavo la terza elementare nell’isola di Rodi dove vivevo con la mia famiglia quando, un giorno, mi chiamò il mio maestro alla cattedra. Io ero pronto per farmi interrogare, ma l’insegnante mi parlò invece con espressione cupa e la voce bassa. Mi disse: <Sami, tu sei espulso dalla scuola, da domani non potrai più tornarci>. Io chiesi perchè e lui mi disse: <Te lo spiegherà tuo padre>. Erano state appena approvate le leggi razziali. Quel giorno ho perso la mia innocenza. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino. La notte mi addormentai come un ebreo”. E’ iniziato con il racconto di questo episodio il viaggio nell’orrore di Sami Modiano, 93 anni, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau che domenica mattina ha tenuto un incontro pubblico all’auditorium palazzo Coelli, per l’occasione stracolmo di persone, tra cui moltissimi ragazzi.

Un appuntamento profondamente emozionante nel corso del quale Modiano ha dialogato con il vice presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruben Della Rocca e con il giornalista Roberto Conticelli. Ad introdurre la mattinata è stato Alessandro Li Donni, presidente del neo costituito club Amici della stampa che si è presentato alla città con questo primo appuntamento. Alberto Romizi vice presidente dell’Unitrè ha letto dei brani tratti dal libro autobiografico di Modiano “Per questo ho vissuto”. Un silenzio assoluto ha accompagnato il racconto straziante di Sami Modiano che, dopo aver perso la mamma Diana, venne trasferito in Germania insieme a tutti i componenti della piccola comunità ebraica di Rodi. Quel viaggio disumano che durò un mese, nell’estate del 1044, era iniziato su un mercantile utilizzato per il trasporto di animali, ancora sporco degli escrementi delle bestie e proseguì in un vagone piombato fino al campo di sterminio. Una volta arrivati, il padre Giacobbe fece di tutto per tenere con sè i figli, ma venne brutalmente massacrato dai nazisti che le strapparono la sorella Lucia, destinata ad andare con le altre donne. Dopo pochi mesi, sia Giacobbe che Lucia erano morti. La straziante odissea di questa bambino, rimasto solo al mondo che è poi riuscito a salvarsi miracolosamente da quel meccanismo di morte di Auschwitz, ha toccato il cuore di tutti e alla fine erano molti i volti rigati di lacrime tra le tante persone che hanno deciso di dedicare la loro domenica mattina ad ascoltare questa preziosa e lucida testimonianza.

Alla fine dell’incontro, Modiano ha chiamato di fronte a sè i giovani studenti presenti a cui ha mostrato il numero identificativo del campo di sterminio che ha impresso sul braccio sinistro. “Voi siete fortunati, avete delle famiglie che vi vogliono bene, fate in modo che non venga mai dimenticato quello che è successo a noi. Vi abbraccio uno ad uno” ha detto.

Presenti tra il pubblico anche il sindaco di Orvieto Roberta Tardani che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale ed ha accolto con favore la proposta lanciata da Ruben Della Rocca di concedere la cittadinanza onoraria a Sami Modiano, il presidente della fondazione Cassa di risparmio di Orvieto, il professor Mario Mari che ha gentilmente concesso la disponibilità dell’auditorium “Gioacchino Messina”. Alla mattinata hanno preso parte anche una settantina tra alunni e docenti dell’Istituto di istruzione artistica, classica e professionale, dell’istituto scientifico e tecnico Majorana-Maitan, e della scuola media Signorelli.

Galleria fotografica: https://www.facebook.com/clubamicistampa

“Ho visto l’orrore. Il futuro della memoria”. Incontro con Sami Modiano

Una testimonianza carica di significato che invita a sfogliare una dolorosa pagina di storia, ma anche a guardare con rinnovata fiducia al futuro, nell’idea che ciò che è stato non dovrà più essere. È quella in programma per domenica 26 febbraio alle 10.30 nell’Auditorium “Gioacchino Messina” di Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Qui l’Associazione “Club Amici della Stampa” porta, per la prima volta sulla Rupe, Sami Modiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e attivo testimone della Shoah.

Classe 1930, il superstite dell’Olocausto incontrerà Ruben Della Rocca, vicepresidente della Comunità Ebraica di Roma, in un’intervista dal titolo “Ho visto l’orrore. Il futuro della memoria” a cura del giornalista Roberto Conticelli. Si tratta della prima iniziativa pubblica promossa dagli Amici della Stampa, con il patrocinio del Comune di Orvieto e della Provincia di Terni, per rendere omaggio al Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, insignito anche con la Croce al Merito di Prima Classe dell’Ordine al Merito di Germania.

Una vita, la sua, profondamente segnata dalla promulgazione delle leggi razziali nel 1938 che lo strapparono dalla nativa isola greca di Rodi – dove fino ad allora ebrei, cristiani e musulmani convivevano pacificamente – quando ancora frequentava la terza elementare. “Quel giorno – ha dichiarato – ho perso la mia innocenza. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino, la notte mi addormentai come un ebreo”. Matricola “B7456”, un numero in più di quello del padre, Giacobbe, perso dopo la sorella Lucia.

Preziosa l’amicizia stretta con un altro giovane deportato, Pietro Terracina, di soli due anni più grande, proveniente da Roma e conosciuto nel campo di concentramento. “Fu un’amicizia vera, profonda, fraterna. Avevamo tutti e due bisogno di un punto di riferimento”. Dei 776 bambini ebrei italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati nei campi di concentramento, Sami Modiano è tra i soli 25 sopravvissuti. Dell’intera comunità ebraica di Rodi rimanevano solo 31 uomini e 120 donne. È solo dal 2005 che si dedica a far conoscere la sua esperienza incontrando le scuole.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Università delle Tre Età di Orvieto. Affidate al vicepresidente, Alberto Romizi, alcune letture del libro autobiografico “Per questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz-Birkenau e altri esili” (Rizzoli, 2014) che sarà in vendita grazie alla disponibilità della Libreria Valente. In questa occasione sarà, inoltre, possibile sottoscrivere la tessera di adesione al Club Amici della Stampa, associazione nata per iniziativa di un gruppo di giornalisti di Orvieto. Una tessera onoraria sarà donata a Roberto Conticelli.

L’appuntamento gode del supporto di Caffè Montanucci, Rosarja Officina dell’Arte, Il Labirinto di Adriano. L’ingresso è libero ed aperto a tutti. A docenti e studenti delle scuole sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Per ulteriori informazioni:
clubamicistampa@gmail.com 

Nasce a Orvieto il Club degli amici della stampa, un’associazione che si occuperà di informazione e molto altro.

La realtà associativa della città si arricchisce di un nuovo sodalizio che intende giocare un ruolo di primo piano nella vita sociale e culturale della comunità, ponendo i temi del giornalismo e della comunicazione al centro della propria attività, ma con la volontà di occuparsi anche di altri argomenti di interesse pubblico. E’ il “Club amici della stampa”.

L’associazione sarà presieduta dal collega Alessandro Maria Li Donni, eletto dal comitato promotore del club, formato oltre che allo stesso Li Donni, da Monica Riccio, Sara Simonetti, Davide Pompei e Claudio Lattanzi.

“Il club amici della stampa – dice Li Donni -nasce dall’esigenza di approfondire questioni collegate al giornalismo, ma l’obiettivo ambizioso è quello di rappresentare anche un’occasione di stimolo e di crescità della città intesa nel suo complesso, favorendo un dialogo costruttivo con il maggior numero possibili di soggetti, privati o associazion che siano, intessati a fornire un loro contributo al miglioramento culturale, sociale ed economico di Orvieto e degli orvietani. Organizzazione di dibattiti pubblici, approfondimenti su questioni di interesse pubblico e di attualità, ma anche discussioni sulle nuove sfide della comunicazione e della professione, ideazione e gestione di eventi, ma senza trascurare appuntamenti ricreativi e di sano svago. Questi alcuni degli ambiti di cui il club intende occuparsi, con l’idea di divenire presto un punto di riferimento per chi vuole dare un contributo in un contesto pluralistico e aperto ad ogni stimolo costruttivo”.

“Il club avvierà un tesseramento già a fine gennaio – dice il presidente – il nostro appello ad unirsi a noi è rivolto non solo a chi lavora nel settore dell’informazione, ma anche a tutti coloro che credono nell’impegno civile, nella forza del dialogo e nel confronto delle idee come elementi fondamentali per far scaturire nuove energie e occasioni di crescita a favore della comunità orvietana in un clima di collaborazione e condivisione con tutti colocro che hanno a cuore il futuro della nostra comunità”

per info clubamicistampa@gmail.com

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